Dimagrire con l’olio di pesce

Gli acidi grassi Omega-3 possono aiutarci a perdere peso?

La stagione delle vacanze è appena passata. Le delizie natalizie a volte lasciano i segni sui fianchi. L’anno nuovo è sempre stato il tempo per nuove decisioni – anche per fare qualcosa contro quel sovrappeso fastidioso. Abbiamo centinaia di mezzi miracolosi a disposizione. Certo che nessuno di questi era mai scientificamente provato. E oggi sappiamo che un nutriente nel nostro cibo, a cui non avremmo mai pensato, può contribuire significativamente alla perdita di peso…

autore: Dott. Volker Schmiedel

 

I grassi sono stati demonizzati per molti anni come un alimento dannoso per l’equilibrio ponderale. Il grasso è il nostro alimento più calorico: 1 g di grasso, con le sue 9 kcal, contiene più del doppio di calorie contenute nella stessa quantità di proteine o carboidrati. Quindi è inevitabile che i grassi aumentino il peso. Ma in questa matematica da ragazzini è  stato trascurato il fatto che il grasso non è grasso “e basta”, che tutto dipende dalla qualità del grasso, e che la regolazione del peso è un processo molto più complesso che un conteggio matematico di calorie.

Da tempo sappiamo di studi nei quali si vede che la perdita del peso viene facilitata in presenza di acidi grassi Omega-3 derivati dal pesce. Ma è solo di recente che siamo in grado di comprendere meglio come funziona la perdita di peso con l´aiuto di Omega-3.

Il tessuto adiposo è di solito bianco. Ma avete mai visto il grasso bruno? Nel passato, la scienza credeva che solo i neonati e alcuni roditori possedevano il grasso bruno. Quando abbiamo freddo, cominciamo a tremare, e la nostra energia cinetica viene trasformata in quella termica. Negli adipociti bruni la produzione di calore si svolge indipendentemente dal movimento, ma semplicemente con la combustione degli acidi grassi sotto l´influsso di calore. Naturalmente, questo fatto ha un´importanza vitale soprattutto per i neonati minacciati da ipotermia, e per i piccoli roditori.

Oggi sappiamo, tuttavia, che anche nel tessuto adiposo bianco in mammiferi adulti possono essere presenti adipociti bruni. In questo caso possiamo parlare del cosiddetto “grasso beige”. La produzione del calore indipendente dal movimento, con consumo di grassi, è quindi possibile anche in età adulta. Ora sappiamo dove sta quell'”interruttore” che è in grado di passare dallo stoccaggio al consumo nelle cellule adipose.

Per scoprirlo, i ricercatori giapponesi hanno somministrato a due gruppi di topi giovani dosi alte o basse di acidi grassi Omega-3, e il gruppo di controllo aveva la dieta normale. In entrambi i gruppi che prendevano l´olio di pesce, c’è stato un aumento della temperatura corporea e del consumo di ossigeno, come anche una riduzione del peso e una percentuale di grasso minore nel peso corporeo rispetto al gruppo di controllo. Il peso corporeo era, nei gruppi che prendevano l´olio di pesce, circa il 10% inferiore a quello del gruppo di controllo. La percentuale di grasso addominale è risultata ancora più bassa, di oltre il 20%. Con le alte dosi di acidi grassi Omega-3 si era ottenuto un risultato significativamente migliore che con le basse. Così è stato confermato che l’olio di pesce contribuisce alla riduzione del peso nei mammiferi. Ma come funziona questo meccanismo? I ricercatori hanno scoperto che i ´topi Omega-3´avevano i livelli di noradrenalina significativamente elevati. La norepinefrina è importante per l’equilibrio del sistema nervoso autonomo, cioè il nostro sistema nervoso involontario. Sulla noradrenalina sappiamo che stimola l’enzima UCP1 nei mitocondri, le centrali elettriche delle cellule del tessuto adiposo. Questo enzima è lo starter che inizia la combustione dei grassi nel corpo.

E per provarlo si è fatto un secondo esperimento, con i topi privi di un particolare gene. Il gene è fondamentale per la formazione di TRPV1, che a sua volta stimola la parte simpatica del sistema nervoso involontario e aumenta la produzione di energia. Nei topi privi del gene, non essendoci interazione tra gli acidi grassi Omega-3 e TRPV1, si è notato che rispetto al gruppo di controllo la temperatura non aumenta, e che il peso non si abbassa. E cosi si prova che l’acido grasso Omega-3 con l’effettiva attivazione del sistema nervoso simpatico e il rilascio di noradrenalina attraverso la stimolazione UCP1 nei mitocondri delle cellule adipose, causa un aumento del dispendio energetico attraverso la produzione di calore e combustione dei grassi. Quindi, se si vuole perdere peso, non si devono scegliere solo calorie con meno grassi, ma quelle con i grassi giusti. I grassi saturi (ad esempio, in “grassi solidi” come burro, lardo, olio di cocco, o in grassi nascosti nella carne, salumi e formaggio) e gli acidi grassi Omega-6 (per esempio, in olio di girasole, di cartamo, e in molti altri oli vegetali) sono da evitare. Gli acidi grassi a catena corta (ad esempio, in olio di cocco), gli acidi grassi omega-9 (per esempio, in olio di oliva e di colza e verdura) e gli acidi grassi Omega-3 (ad esempio, in olio di lino e olio di colza) sembrano essere neutri e possono essere consumati. Infine si è dimostrato che gli acidi grassi Omega-3 marini nell’olio di pesce azzurro di acqua fredda (come l’aringa, salmone, sgombro, tonno; tutti gli altri pesci marini e quelli d’acqua dolce ne contengono solo quantità trascurabili) portano benefici non solo nell’aiuto contro le infiammazioni croniche, il cancro e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, ma anche nella perdita di peso.

Il secondo fatto importante: Horace Fletcher era un famoso guaritore naturopata del XIX secolo in America. Egli affermava che con il cibo adeguato si poteva influire su tutte le malattie, soprattutto utilizzando una masticazione corretta. Ogni boccone dovrebbe essere “masticato almeno 50 volta prima di essere ingerito. Provatelo a casa: masticate ogni boccone almeno 15-30 volte e ingoiatelo solo quando è diventato abbastanza fluido. Ed è solo allora che dovreste cominciare a masticare il prossimo boccone. Sarete sorpresi di quanto tempo occorra per un pasto, come si ottiene all’improvviso un sapore totalmente diverso, molto più intenso, e con quanta rapidità vi sentirete sazi e soddisfatti!

Anche l´alcol impedisce la perdita di peso. In questo senso l’alcol agisce in tre modi: non solo perché 1 g di alcol, che contiene più di 7 chilocalorie, possiede quasi tanta energia come 1 g di grasso. Il fatto è che l‘alcol ostacola pure la combustione dei grassi. Finché il nostro corpo avrà alcool a disposizione, brucerà prima l´alcool e solo successivamente i grassi. E non finisce qui: tutti sanno per esperienza personale che l´alcol stimola l´appetito invogliandoci a privilegiare dolci ipercalorici o grassi, o alimenti ricchi di carboidrati come salatini o patatine fritte. Inoltre la scarsa attività motoria provocherà un ulteriore aumento del peso corporeo. 

L’olio di pesce, se combinato con l’esercizio cardio-muscolare, contribuirà ad aumentare il dispendio energetico giornaliero. L’attività fisica minima consigliata sarebbe di 30 minuti per almeno 3 giorni a settimana, aumentabile a piacere.

I quattro consigli sani per la perdita di peso:
1. Grassi: Evitare gli acidi grassi saturi e gli Omega-6, e privilegiare assolutamente gli acidi grassi Omega-3. Per una persona adulta la dose di 2 g di acidi grassi puri Omega-3 (equivalente a 6 g di olio di pesce puro o 12 capsule convenzionali di olio di pesce, o solo un cucchiaio di olio NORSAN) si è dimostrata particolarmente efficace.
2. Masticazione: masticare ogni boccone almeno 15-30 volte. Otterrete un sapore più intenso, sarete sazi più velocemente e mangerete di meno. Praticatelo ad ogni pasto durante la fase di dimagrimento, e nella fase di mantenimento del peso almeno con il pasto principale.
3. Alcol: Questa bevanda nella perdita di peso è assolutamente controproducente. Un adulto sano non dovrebbe bere più di 5 bevande a settimana (una bevanda equivale ad esempio a una bottiglia di birra, un bicchiere di vino o un bicchierino di liquore). Durante una dieta ipocalorica tale consumo dovrebbe essere ridotto a non più di un bicchiere a settimana.
4. Attività: L’esercizio fisico è il metodo più efficiente per perdere peso. Oltre a diminuire il grasso corporeo, l’esercizio fisico ha anche altri effetti benefici sul metabolismo lipidico e glucidico, sul sistema cardiovascolare e quello immunitario. Ma ricordate: per perdere un solo chilogrammo di grasso si deve far esercizio per circa 10 – 20 ore intensive. Quindi l’effetto non sarà immediato; ci vogliono pazienza e costanza

Ognuna delle quattro “carte” sopra elencate aiuterà a perdere peso. Se però giocate con tutte le carte insieme, aumenterete la probabilità di vincere la partita. Vi auguro buona fortuna!

P.S: Gli studi menzionati in questo post possono essere letti in originale (in inglese) al seguente indirizzo: http://www.nature.com/articles/srep18013

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